CHIESA SACRAMENTO UNIVERSALE DI SALVEZZA

Questa affermazione riferita alla Chiesa si trova al n.48 della Lumen Gentium, il documento del Concilio Vat II riguardante le Chiesa. Questa è chiamata e inviata non solo a curare la salute psico-fisica delle persone, ma a portare salvezza, che è molto di più. Gesù ha curato e guarito malati di ogni genere, certamente, e ha dato da mangiare a moltitudini, ma spesso, mentre compiva il miracolo, ha sollecitato la fede, ha dato il perdono, ha invitato a cercare un altro cibo. Tutto in Lui è stato “segno portatore di altro”. Sono sue e riferite a se stesso le parole”Il Figlio dell’uomo è venuto per servire e dare la sua vita per la salvezza di molti” (Mt.XX,28).

E la SALVEZZA, è propriamente il bene di tutte le persone e di tutta la persona, nel tempo e per l’eternità. Per questo, al termine del suo tragitto terreno, Gesù ha inviato i suoi a portare il Vangelo

a tutti i popoli e ad ogni creatura (Mc XVI,15). Poi, inviando lo Spirito, ha continuato a distribuire la molteplice varietà dei suoi doni, perché, attraverso la Chiesa (e non solo), tali doni/grazie (carismi) fossero messi al servizio del bene comune, cioè della salvezza totale, integrale, eterna,

di tutti, nessuno escluso.

La Chiesa più di ogni altra realtà umana è “assunta” da Dio, cioè da Lui scelta, chiamata, inviata , “deputata” ad essere segno e strumento della salvezza offerta a tutti. Ora questo può avvenire in chiesa, in ospedale, a scuola, in fabbrica,  in convento, al mercato, nello sport, nell’arte. Ovunque ci può essere bisogno di un aiuto, ovunque si può dare una mano, ovunque ci può essere chiesto un po’ di tempo. Ovunque, anche in carcere, anche in un lager  è possibile fare qualcosa di buono, con la grazia di Dio… Questi mesi di corona virus hanno fornito a tutti, in tutti i campi, in ogni parte del mondo, molteplici occasioni di servizio, di aiuto, anche di salvezza: in molti casi certamente ha significato recupero di salute, in molti altri ha permesso di attraversare la corsia della fine con dignità… Chi non ha avuto nessuno veramente vicino, ha vissuto, come Gesù, la solitudine dell’abbandono, quella del Getsemani, l’angoscia lenta, inesorabile, fredda, dell’andare a morire, che forse è peggiore della morte stessa. Una ragione in più per concepire la propria vita  di credente come un servizio, un segno, un sacramento della grazia di Dio!

MINISTERI LAICALI… “DI FATTO”

Come sappiamo, nella Chiesa esistono i “ministeri ordinati”, conferiti con il sacramento dell’Ordine/Ordinazione (episcopato, presbiterato, diaconato); esistono pure i “ministeri istituiti”, tradizionalmente conferiti con rito di istituzione ecclesiastica (cfr lettorato, accolitato); ed esistono pure i cosiddetti “ministeri di fatto”, alcuni dei quali di recente istituzione ecclesiale, suffragata da uno specifico “atto liturgico”, divenendo così “istituiti” (cfr ministri straordinari dell’eucaristia, ministri degli infermi), mentre altri sono chiamati “di fatto”, in quanto riconosciuti ed esercitati  nelle comunità, in spirito di servizio, a volte  per tempi limitati, per il bene o il buon funzionamento delle stesse (cfr animatori della liturgia, della catechesi, della carità). Sono servizi riconosciuti utili, anche necessari, per la vita delle comunità stesse. Possono essere molteplici, e ce ne possono essere di nuovi, a seconda  delle necessità delle varie comunità e della vivacità “carismatica” delle stesse e della “non monopolizzazione” o accaparramento dei servizi da parte del clero, come è avvenuto in passato. Purtroppo tale prassi sistematica ha generato il cosiddetto “clericalismo”,  spesso autoreferenziale , comunque esclusivo e riduttivo della stessa pratica sacramentale. Come quasi tutte le cose che finiscono in -ismo,  questa  esclusività è divenuta negativa per tutti, finendo per essere contagiosa, perfino tra molti laici, i quali  hanno finito per  considerare sacrosanto e legittimo solo il servizio dei sacerdoti con le modalità fissate ed esercitate per secoli dalla casta sacerdotale. In realtà, certi servizi/ministeri, alcuni classici, altri nuovi e  innovatori si potrebbe accreditarli maggiormente con mandati specifici conferiti ai laici, donne e uomini, in contesti di assemblea liturgica…

Per ora ci limitiamo ad osservare che l’attenzione ai “segni dei tempi”, così cara a Papa Giovanni XXIII e al Concilio, ci porta , per esempio, ad ipotizzare alcuni servizi/ministeri ancora poco conosciuti, ma già esistenti e utili nel campo ecclesiale/liturgico come in quello sociale/ambientale.

A proposito di quest’ultimo settore, in alcune comunità e diocesi, per esempio, si parla del ministero dei“missionari del creato”: in essi il Vescovo riconosce una specifica propensione e sensibilità (“carisma/dono di Dio”) per le tematiche sociali e ambientali, nonché la capacità di testimoniare e di  educare a stili di vita nuovi, alternativi, rispettosi delle persone e della creazione. Così, con un particolare “mandato” ufficiale, suffragato dalla preghiera e dall’invocazione dello Spirito da parte dell’Assemblea, il Vescovo o il Parroco e la Comunità riconoscono in questi fedeli (di varia età e di diverso genere), il dono della Sapienza per un servizio ecosofico, cioè per una disciplina e una pratica educativa di “ecologia integrale”, fondata sul Vangelo della Creazione e della Redenzione…

Un altro esempio di ministero/servizio recente è quello attualmente visibile a tutti e in molte chiese, in occasione di messe, funerali, battesimi, cresime, matrimoni: è il servizio volontario di preparazione del luogo sacro, dell’accoglienza dei fedeli secondo le vigenti norme sanitarie, dell’accompagnamento degli stessi  fino all’uscita dalla chiesa. Si potrebbe dare consistenza qualitativa e spirituale ad un tale servizio, perché non si riduca ad una semplice cautela gestionale dell’ emergenza, “facendo  di necessità virtù”, ma sia svolto con modalità accogliente, sensibile, “carismatica”, autorevole, permanente…

Un terzo ministero/servizio particolarmente urgente e attuale, anche se non di recente apparizione e utilizzo, riguarda l’animazione dei campi estivi, e, in genere, l’accompagnamento associativo, anche ludico, comunque educativo, dei piccoli e dei ragazzi, durante il tempo libero. C’è modo e modo di svolgere questo servizio, in sé estremamente utile e benefico, ma anche esposto a criticità educative.

E uno specifico mandato potrebbe essere utile a tutti, e potrebbe essere  temporaneo, rinnovabile, ripetuto, secondo la disponibilità delle persone e le necessità del territorio…

Ci si può pensare. Poi ci dovremo muovere, prudenti ma creativi, sensibili al vento dello Spirito!

                                                                                                                don Emanuele